prevenzione

PROGRAMMA DI PREVENZIONE

Il rispetto del protocollo di prevenzione suggerito dall’odontoiatra e dall’igienista dentale è di primaria importanza sia per il mantenimento dei risultati ottenuti con le terapie che, in un’ottica di prevenzione, nell’evitare l’insorgenza di nuove patologie. Se, da una parte, il momento fondamentale della terapia igienica è rappresentato dalla rimozione dei batteri responsabili della malattia da parte di personale specializzato, dall’altra, è bene non dimenticare il ruolo determinante che svolgono alcune abitudini viziate del paziente (fumo di sigaretta, assunzione di bevande e cibi ricchi di zuccheri e/o particolarmente pigmentati), malattie pregresse o in corso (ad es. il diabete) e fattori genetici nell’insorgenza, e nella progressione della Malattia Parodontale.

È evidente, dunque, come la collaborazione da parte del paziente stesso nel controllo delle variabili connesse al proprio stile di vita costituisca un momento necessario per l’ottimizzazione dei risultati ottenuti.

PROTOCOLLO DI IGIENE E PREVENZIONE

PRIMO APPUNTAMENTO
  • Colloquio informativo con responsabile alla prevenzione;
  • Esecuzione del Test Salivare (da ripetere 1 volta all'anno);
  • Seduta d'igiene con rimozione di tartaro e Placca Batterica;
  • Motivazione ed istruzione personalizzata alle tecniche di igiene orale;
  • Consegna strumenti necessari per eseguire una igiene domiciliare corretta.

SECONDO APPUNTAMENTO
  • Colloquio informativo sul esito del Test Salivare;
  • Esecuzione sigillature (solo se necessario);
  • Fluoroprofilassi con gel ad alta concentrazione (solo se necessario);
  • Applicazione di lacche alla clorexidina sulle radici scoperte (solo se necessario);
  • Applicazione di lacche al fluoro (solo se necessario).

APPUNTAMENTI SUCCESSIVI
La periodicità delle sedute è stabilita dall’igienista dentale in collaborazione con l’odontoiatra ed strettamente connessa alla presenza di particolari condizioni personali quali la gravidanza, la presenza di malattia parodontale o di altre patologie e al grado di collaborazione del paziente; generalmente, se quest’ultima è buona, il richiamo avviene ogni sei mesi, non oltre.


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